Scrivere la storia del Movimento Giovani Padani è come chiedere ad una scultura di Michelangelo di parlare. Si può fare un capolavoro ma, alla fine, resterebbe sempre la sensazione di un incompiuto. Perché la nostra è una storia vera, che ognuno ha vissuto a modo suo, con le lacrime versate davanti a risultati che si credevano irraggiungibili, con i diversi modi di sentire sulla pelle il Va’ pensiero, con le mani sporche di colla e vernice, con l’orgoglio di aver fatto qualcosa, con il rammarico di non aver fatto tutto. Quando abbiamo creato il Movimento Giovani Padani, è bene che tutti lo sappiano, l’“Mgp” non era altro che una sigla, né più né meno di quelle che, ad ogni colpo di vento, popolano per motivi diversi le piazze per poi ritornare nel nulla da cui sono state partorite. [continua a leggere]
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